Un elefante nella stanza

Susan Kreller, Un elefante nella stanza, Il Castoro

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Tempo fa una bella recensione di Francesca Magni, mi ha guidato verso l’acquisto di questo libro.
Lo segnalo a mia volta a quei che genitori che volessero approfittare dell’estate per proporre ai figli letture accessibili su argomenti spinosi con i quali i bambini purtroppo sono chiamati a confrontarsi.

L’elefante nella stanza è un’espressione idiomatica che in inglese indica le evidenze scomode, quelle che pur essendo sotto gli occhi di tutti vengono ignorate o taciute.
Pertanto se volete spiegare ai vostri figli il significato della parola omertà ed educarli al coraggio, questo racconto è un buon punto di partenza anche perché si rivolge a lettori giovani ed è filtrato dai dubbi della protagonista tredicenne e dal suo linguaggio semplice e diretto.

Masha, come tutti gli anni da quando è mancata la mamma, trascorre l’estate dai nonni in un paesino sonnolento dove si annoia a morte. Quando conosce Max e Julie le sue giornate si fanno meno solitarie ma ben presto si rende conto che i due bambini -sette e nove anni- hanno il corpo coperto di lividi e scopre con sgomento che gli adulti, inclusi i suoi nonni, preferiscono volgere altrove lo sguardo.
Quando tenta di coinvolgerli riceve ammonimenti severi ad occuparsi dei fatti suoi evitando di seminare zizzania ed imbarazzo con dicerie senza fondamento e lasciando oneri e onori ai servizi sociali, agli insegnanti e, più in generale, agli adulti.

Le frasi che seguono sono un estratto della conversazione telefonica che Masha ha con il padre.

“A un certo punto qualcuno dirà qualcosa”
“A un certo punto? Nel frattempo Julia e Max saranno morti.”
“Che sciocchezze, Masha. Non si muore così in fretta.”
“Ma qualcuno deve pur far qualcosa.”
“Sì, ma non tu. Sei troppo piccola. Non puoi farci niente.”

Eppure Masha non si scoraggia e sceglie l’azione, un’azione alla sua portata, temporanea e sconsiderata, ma pur sempre azione.

Viv

24 pensieri riguardo “Un elefante nella stanza

  1. Un argomento tosto, saperlo trattare in maniera adatta ai più giovani è un pregio, credo anche che tu abbia scelto un brano significativo, quel dialogo ha qualcosa di cinematografico.
    Bel suggerimento di lettura, cara! Un bacione a te!

    1. Purtroppo gli adulti non ne escono granché bene ma nell’insieme è piuttosto realistico, una storia in cui potrebbe imbattersi qualunque ragazzo, senza toni eccessivi ma con la normlità della tragedia che spesso viene ignorata. Bacioni 🙂

      1. Sai che fatica è… la cosa più difficile e mettere in guardia la piccola sui pericoli senza spaventarla e toglierle l’innocenza. Poi ora stiamo leggendo Ascolta il mio cuore, della Piztorno: ingiustizia sociale, povertà e ricchezza, bambine maltrattate dalla maestra… ogni riga è una spiegazione… Io ne esco provata e spero solo dia i suoi frutti

  2. Peccato… ne ha già cinque da leggere obbligatoriamente per la felicità di mio marito, dati dalla prof. di italiano:
    – il sentiero dei nidi di ragno
    – il cavaliere inesistente
    – io non ho paura
    – il vecchio e il mare
    – non mi ricordo il titolo…. Jack e qualcosa

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