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Da ragazzina mi ci sono dedicata con passione ma erano ormai un paio di decenni che non lavoravo a maglia.
Ho curiosato in rete per rinfrescarmi la memoria e pian piano sono riaffiorati tutti gli insegnamenti della nonna che, per prima, mi aveva spiegato la maglia tubolare, i calati, gli aumenti, i gettati ma soprattutto l’importanza di disfare tutto ciò che non è perfetto con pazienza e filosofia.

E considerando che per questi berretti sono andata a tentoni, usando come campione un cappello acquistato da una delle figlie, non farà meraviglia che abbia dovuto disfarne un paio prima di ottenere due berretti soddisfacenti.

Simili eppure diversi, entrambi molto semplici,

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per figlia #1, che si è prestata a far da modella, e la sua amica di sempre.

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La fascia iniziale è la chicca di questi berretti, più sottile nella parte retrostante e più alta sul davanti. Mi ha creato qualche difficoltà ma, poiché non tutto il male vien per nuocere, ha fatto sì che mi accorgessi che le spille per tenere in sospeso le maglie sono esattamente quelle di cui ero alla ricerca da tempo per realizzare della bigiotteria.
Ma questa è un’altra storia.

Viv