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Marco Marsullo, Atletico Minaccia Football Club, Einaudi

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Il calcio è una passione che ho sempre osservato con il distacco emotivo dell’entomologo, non avendo convissuto da vicino con il mondo della tifoseria calcistica e neppure avendo avuto in sorte figli maschi da accompagnare alla scuola calcio.
Detto questo il romanzo di Marsullo è accessibile anche a chi del calcio capisce poco o nulla, come la sottoscritta.

Vanni Cascione, allenatore dai molti esoneri, viene ingaggiato dal Presidente di una squadra della periferia campana in un Campionato che d’Eccellenza ha solo il nome.
La rosa dei calciatori vanta, tra gli altri, un meccanico, un extracomunitario senza permesso di soggiorno, un portiere con un passato da cocainomane e il secondogenito del Presidente Baffoni, eroe dell’anticalcio con due piedi sinistri.
Se sul piano professionale Cascione insegue dichiaratamente il mito del suo idolo Mourinho, che tenta di emulare con scarso successo, sul fronte familiare si scontra e soccombe con una moglie ormai esasperata che lo vorrebbe sistemato con un impiego sicuro.

Il romanzo oscilla tra commedia e parodia, dipingendo personaggi caricaturali e situazioni sul filo dello stereotipo. La moglie è la regina delle melanzane in funghetto, la figlia è un’adolescente saggia e super partes che soccorre un padre inetto con consigli degni di un provetto grillo parlante, il direttore sportivo è un faccendiere, dedito ai piccoli traffici e alla prostituzione. Sullo sfondo ma non troppo, la mafia e la piccola delinquenza.

Lo stile è ironico e schietto con qualche concessione alle espressioni dialettali partenopee, la lettura ha un buon ritmo e scorre all’insegna del puro intrattenimento fino alla conclusione in agrodolce con una sconfitta sul campo che ha il sapore della vittoria.
Un romanzo adatto ad un momento di svago o -come suggerisce saggiamente l’amica Polimena– ad adolescenti riottosi che attraverso la passione per il calcio potrebbero scoprire anche quella per la lettura.

Viv

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