A chi vuoi bene

Lisa Gardner, A chi vuoi bene, Marcos y Marcos

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Terzo episodio di una serie che vede protagonista l’agente investigativa D.D. Warren. Per me una prima lettura, frutto di una scelta in larga misura dovuta alla splendida veste grafica che sempre contraddistingue i romanzi di Marcos y Marcos.

Chiamata a indagare su una collega, poliziotta della stradale, accusata dell’omicidio del marito, D.D. Warren, ha l’ingrato compito di dipanare una matassa in cui nulla è come sembra, le violenze domestiche, il passato della presunta colpevole, la vita familiare apparentemente serena dei due coniugi. A tutto questo si aggiunge la scomparsa di Sophie, figlia dell’indiziata, e della sua inseparabile bambola Gertrude.
Tessa Leoni sembra indifendibile e persino la detective Warren prova nei suoi confronti un’immediata diffidenza e un’antipatia epidermica ma il lettore sa fin dalle primissime righe che il colpevole è da cercarsi altrove.

Il romanzo procede per capitoli alterni, dal racconto in terza persona che ci accompagna nelle indagini, a quello in prima persona di Tessa che ci rivela i suoi stati d’animo e svela il pregresso della sua vicenda personale. Espediente questo, piuttosto consueto nei thriller polizieschi che mette l’una di fronte all’altra due donne volitive, fortemente motivate nei loro obiettivi, e che chiama nel lettore l’identificazione con il colpevole apparente, in un’alternanza di ombre e luci in cui il confine tra Bene e Male è piuttosto sottile e che in nome della legittima difesa o della salvaguardia delle persone che amiamo giustifica azioni di lucida efferatezza.

La costruzione paradossale a “ingranaggio preordinato” delle azioni di Tessa ricorda molto da vicino certi film, da Harrison Ford a Gerard Butler, in cui l’innocente di turno, braccato dalla legge e spesso anche dai veri colpevoli, pianifica in anticipo le mosse future sulla base di ciò che presume accadrà nelle ore successive prevenendo le mosse dei suoi inseguitori.
Non sempre con esiti realistici, va detto, ma il romanzo è godibile e ben scritto, il genere ben delineato e le aspettative non vengono tradite.

Viv

19 pensieri riguardo “A chi vuoi bene

    1. Ne avevo letto bene sul blog dell’amica Polimena e la grafica ha fatto il resto. I libri della Marcos y Marcos curano molto questi aspetti e si leggono con grande piacere anche grazie alla scelta del font. Peccato solo che questo editore pubblichi unicamente in cartaceo perché 17 euro per un giallo come questo a mio parere sono davvero troppi. Certo si perderebbe il piacere tattile delle copertine ma non si può avere tutto…

  1. Non è tanto il mio genere, in realtà amo molto i film polizieschi ma non i romanzi, mentre leggevo il tuo post però ho pensato che la trama fosse davvero cinematografica, chissà se ne faranno un film?
    Rigurardo alle copertine anch’io mi lascio spesso conquistare da certe immagini, questa è davvero bella!
    Bacioni cara!

  2. Sembra piacevole… Mi piace l’espediente che hai descritto di alternare due narratori e punti di vista…rende tutto più movimentato e stimola l’attenzione.. Il nome dell’autrice l’ho sicuramente sentito ma al momento non mi viene in mente nulla. Di certo non ho letto niente di suo. Questo potrebbe essere un inizio.
    E’ ambientato negli Stati Uniti o in UK? Così, giusto per sapere…prometto che non farò disciriminazioni! 😉

    1. Ambientato negli Stati Uniti, romanzo scorrevole che tiene fede al genere. Mi è piaciuto ma ci dono romanzi di cui ho parlato anche sul blog che consiglierei prima di questo (Oscuri segreti; Il discepolo) Baci

  3. Concordo sul tuo parere circa Marcos y Marcos… ho comprato un paio di libri scritti da Boris Vian e curati questa casa editrice. Sono proprio belli… con interessanti appendici e un’impaginazione che invita alla lettura. Sapere che questo testo è curato da loro mi basta come garanzia. Poi che c’entra, mi pare comunque molto interessante da quello che ne scrivi 🙂

    1. Tra l’altro sono stati disponibilissimi: alla mia copia per un errore nella fase di assemblaggio mancavano delle pagine e me l’hanno sostituita in pochissimi giorni. Buona giornata 🙂

  4. Grazie della segnalazione, magari qui costa meno. Anch’io trovo che 17 euro siano un po’ troppi per libri che si leggono in pochi giorni e che, probabilmente non si apriranno più. Qualche settimana fa ho letto il primo giallo dell’Oggero. Devo guardare gli altri post sui gialli, genere da spiaggia per eccellenza.

    1. Sinceramente non mi dispiace spendere in libri ma se si tratta di romanzi di intrattenimento preferisco sapere di averli pagati cifre contenute. Se spulci nel blog troverai sicuramente altro che merita, al di là dei due che ho segnalato ad Alice di “Panelibrienuvole”. Buona serata 🙂

  5. A me i gialli piacciono molto, basta che non siano trucidi! in che nazione si ambienta?
    Ti dirò che io quest’estate ho ripreso l’antica consuetudine di rileggermi Guareschi. Con grande soddisfazione, ti dirò. Ma ho messo anche l’occhio su un tascabile della Mary Higgins Clark che ha il potere di rilassarmi, perchè è un po’ come la Signora in giallo! Grazie Viv delle tue preziose recensioni. Toglimi una curiosità: ma quei termini tecnici come ingranaggio preordinato sono termini cinematografici?

    1. Non è un termine cinematografico, l’ho virgolettato proprio perché è un modo per spiegare quello che intendo, cioè che le azioni sono ad incastro e seguono una sequenza preordinata come l’ingranaggio di un orologio.
      Guareschi è da sempre una delle passioni di mia mamma e ogni tanto le piace tornare su qualche aneddoto tratto dai romanzi, io lo leggevo da ragazzina, chissà che impressione mi farebbe rileggerlo ora… Buona serata Rita! 🙂

  6. Ciao Viviana! Non avevo ancora letto la tua recensione. Concordo su tutto. Anche sulla grafica e sul prezzo di copertina. Il libro è piacevole ma rispetto al primo che ho letto un po’ ripetitivo negli schemi : famiglia felice -sobborghi bene di Boston – bambino che scompare.

    1. Il plot di questi romanzi spesso è un po’ ripetitivo, io avevo il vantaggio di non aver letto il precedente 😉 e poi nel mio volume ho potuto leggere l’anteprima di un altro romanzo di Marcos y Marcos -una trentina di pagine finite lì per errore al posto di quelle della Gardner- davvero straniante! 😀 ma come ho scritto a Francesca qualche commento più su mi ha dato modo di toccare con mano la disponibilità dell’editore!

  7. Ma chi non si lascia prendere almeno un pochino dalle copertine? Sarà anche un espediente editoriale, però a volte le copertine ci consentono incontri inattesi e bellissimi. C’è stato un periodo in cui di lavoro volevo fare “quella che sceglie le immagini per le copertine dei libri” (per altro per Einaudi, visto che mi accontento di poco!).
    Bella recensione.
    Un abbraccio…

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