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Michael Dahlie, Guida per gentiluomini all’arte di vivere con eleganza, Nutrimenti

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Un romanzo garbato dai contenuti affatto scontati che si fa precedere da un titolo ironico che ne ricalca lo stile narrativo.

Siamo introdotti nella vita del protagonista in un momento particolarmente infelice della sua piena maturità.
Erede di una ditta di import-export a Manhattan il cui recente fallimento viene imputato a furor di popolo alla sua straordinaria mancanza di talento negli affari, ha avuto altresì la sventura di essere abbandonato sbrigativamente dalla moglie dopo trentadue anni di noia dichiarata.
Socio per diritto ereditario di un esclusivo club di pesca alla mosca, i cui membri lo guardano con malcelata commiserazione, Arthur è un uomo ingenuo, perennemente a disagio, inadatto al successo e alle relazioni, surclassato sin dall’infanzia da coetanei intraprendenti che ne mettevano in risalto l’indole fragile e capricciosa suscitando nel padre sospiri di desolata rassegnazione.

Nella prima parte del romanzo colleziona, per goffaggine e per sfortuna, ogni sorta di esperienze imbarazzanti a cui va incontro con disarmante eroismo.
Coperto dal ridicolo e circondato da falsi amici, tuttavia Arthur è alieno alla cattiveria, un uomo incapace di autentica malevolenza, amato dai figli che ne conoscono la bontà e cercano di proteggerlo dalla sua congenita incapacità di difendersi, sentimentalmente adatto solo a donne di nicchia, capaci di guardare oltre l’apparenza e le convenzioni sociali.

Godibilissime le disavventure di questo anti-eroe alle prese con la malignità e l’opportunismo dei meschini e dei prepotenti, e molto apprezzabile lo stile ironico e lieve dell’autore che sceglie per lui un riscatto minimalista, privo di clamore, perfettamente in linea con la mansuetudine del protagonista.

Viv