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Elizabeth von Arnim, Una principessa in fuga, Bollati Boringhieri

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Un racconto che ricalca la struttura narrativa di una fiaba e si colloca nel filone dei romanzi più caricaturali di quest’autrice.

Protagonista è Priscilla, principessa tedesca d’alto lignaggio che fugge dagli obblighi di corte e da un matrimonio combinato alla volta di un paesino dell’Inghilterra dove sogna una vita sotto mentite spoglie, lontana dalle ipocrisie e dal servilismo opportunista in cui è cresciuta.
La accompagnano il fedele precettore Fritzing, una giovane domestica e, come tiene a sottolineare la Von Arnim, la bea bendata che, nella prima parte della sua avventura, si incarica di spianare ogni difficoltà.
Purtroppo la Fortuna è capricciosa e ben presto Priscilla, la cui ingenuità è pari solo a quella del suo precettore, si scontra con un mondo che, in assenza di titoli nobiliari dichiarati, non si incarica di spianarle il cammino e si scopre del tutto inadatta al ruolo di dama caritatevole che si era scelta per occultare le sue origini.
Il denaro distribuito senza criterio ben presto scarseggia, il sedicente zio Fritzing fatica a smettere i panni ossequiosi del servitore incorrendo in innumerevoli gaffes e la servetta ordisce trame ricattatorie.
I malvezzi e le abitudini della vita passata si fanno strada nel quotidiano e rendono la principessa invisa e poco credibile agli occhi dei compaesani.
In due parole la libertà non è dolce come la dipingevano i sogni di una fanciulla viziata ma, a dispetto di ogni logica, il lieto fine è in agguato nei panni di un giovane principe intraprendente che saprà riportarla a più miti consigli.

Un romanzo ironico, quasi un divertissement, in cui l’autrice dialoga col lettore e si concede al grottesco. Sulla stessa falsa riga ricordo “La memorabile vacanza del barone Otto” ma la Von Arnim che preferisco é quella di “Vera” e di “Un incantevole aprile” dove la satira sociale si sposa con acuta raffinatezza all’analisi dei sentimenti.
Sempre di Elizabeth von Arnim ho già consigliato in queste pagine “Il circolo delle ingrate”.

Viv

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