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Jean-Christophe Grangé, Amnesia, Garzanti

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Lo psichiatra Mathias Freire ha in cura per una grave amnesia il testimone di un efferato omicidio. Durante le indagini mediche e criminali legate al caso il medico si scopre a sua volta affetto dalla medesima patologia e, cercando di dimostrare la sua estraneità ad una serie di delitti a sfondo mitologico in cui sembrerebbe coinvolto, si trova a ripercorre il suo passato di “viaggiatore senza bagaglio” indagando a ritroso sulle sue identità rimosse.
Psicologo a Bordeaux, clochard a Marsiglia, pittore a Nizza, falsario a Parigi.
Preda o criminale? Ogni identità svela una piccola parte del mistero e lo avvicina ad una verità che si lega alle sperimentazioni farmacologiche illegali.

Un thriller ad incastri progressivi, ispirato alla struttura di una matrioska, in cui le fughe psicogene del protagonista scandiscono anche la suddivisione per capitoli.

Complice forse l’eccessiva lunghezza -oltre le settecento pagine- o una trama troppo spesso al limite del verosimile, questo romanzo non mi ha colpito troppo favorevolmente.
Nonostante l’originalità dello spunto iniziale non riesce a creare un forte legame con il lettore, e i personaggi -inclusa la detective con un passato da autolesionista che segue le tracce del protagonista- agiscono privi di passione all’interno di un intreccio in cui sono confluiti confusamente troppi cliché di genere.

Nulla che una provvidenziale amnesia non possa curare.

Viv

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