Amnesia

Jean-Christophe Grangé, Amnesia, Garzanti

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Lo psichiatra Mathias Freire ha in cura per una grave amnesia il testimone di un efferato omicidio. Durante le indagini mediche e criminali legate al caso il medico si scopre a sua volta affetto dalla medesima patologia e, cercando di dimostrare la sua estraneità ad una serie di delitti a sfondo mitologico in cui sembrerebbe coinvolto, si trova a ripercorre il suo passato di “viaggiatore senza bagaglio” indagando a ritroso sulle sue identità rimosse.
Psicologo a Bordeaux, clochard a Marsiglia, pittore a Nizza, falsario a Parigi.
Preda o criminale? Ogni identità svela una piccola parte del mistero e lo avvicina ad una verità che si lega alle sperimentazioni farmacologiche illegali.

Un thriller ad incastri progressivi, ispirato alla struttura di una matrioska, in cui le fughe psicogene del protagonista scandiscono anche la suddivisione per capitoli.

Complice forse l’eccessiva lunghezza -oltre le settecento pagine- o una trama troppo spesso al limite del verosimile, questo romanzo non mi ha colpito troppo favorevolmente.
Nonostante l’originalità dello spunto iniziale non riesce a creare un forte legame con il lettore, e i personaggi -inclusa la detective con un passato da autolesionista che segue le tracce del protagonista- agiscono privi di passione all’interno di un intreccio in cui sono confluiti confusamente troppi cliché di genere.

Nulla che una provvidenziale amnesia non possa curare.

Viv

26 pensieri riguardo “Amnesia

      1. Per restare sul thriller, tra le letture più recenti direi i due di Hjorth & Rosenfeldt (Oscuri segreti e Il discepolo) sono da leggere in sequenza e il secondo è il migliore. Oppure il primo di Jussi Adler-Olsen (La donna in gabbia). Se vuoi farti un’idea trovi le recensioni di tutti e tre sul blog. Buona serata

  1. Peccato.. la trama mi ispirava (mi piacciono i thriller super intrecciati) ma se, come hai detto, non si crea un legame col lettore come si fa ad arrivare in fondo ad oltre settecento pagine?!

    1. Masochismo? 😉 Penso che abbia voluto mettere troppa carne al fuoco…quando gli stereotipi di genere sono eccessivi tendono a rendere confusa e poco credibile la lettura.

  2. Settecento pagine, un romanzo notevole.
    Lo spunto sembra parecchio intrigante ma come tu dici evidentemente i personaggi non sono stati sviluppati in modo convincente…un’occasione mancata?
    Sempre sincera e obiettiva tu, è questo che rende speciali le tue recensioni.
    Un bacione carissima, buona serata!

    1. Non sto incappando in letture particolarmente significative in questo periodo, infatti sto pensando di leggermi o di rileggermi qualche bel classico… Bacioni e buona serata!

  3. Grazie, come sempre. Io ho un debole per i libri con risvolti medici, ma faccio tesoro delle tue parole e mi risparmio 700 pagine.
    Baci!

  4. Complimenti alla lettrice che, nonostante poco catturata, ha comunque concluso le sue settecento pagine! Possiamo tutti avvalerci del “diritto di non finire un libro”, no?
    Buona giornata.

    1. In originale il titolo era “Le passager” che forse trova l’equivalente quando in italiano traducono con “viaggiatori senza bagaglio” riferendosi a chi è affetto da quel tipo di amnesia. Spero parlerei sul blog delle tue letture turche…

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