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Giorgio Ponte, Io sto con Marta

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Se è vero che ogni autore emergente sogna un libro cartaceo, è una realtà che molti arrivano a questo traguardo passando attraverso l’auto pubblicazione.
Uscire dall’anonimato con un romanzo che catturi la curiosità del pubblico attraverso il passaparola non è scontato ma certamente bendispone gli editori verso futuri progetti, sempre che il libro in questione abbia qualche merito.

Questo l’iter di Giorgio Ponte autore di un romanzo che recentemente ha scalato le classifiche di vendita di Amazon e che ha dalla sua una trama spumeggiante di estrema attualità.

Marta, palermitana sulla soglia dei trent’anni, si trasferisce a Milano per uno stage presso una casa editrice minore. Messa di fronte alla realtà truffaldina -la più classica delle opportunità che affligge i giovani di questi tempi- di un lavoro di puro sfruttamento senza neppure l’apparenza di un rimborso spese, si getta nella mischia del precariato collezionando occupazioni che le consentano di continuare a vivere nella capitale del nord senza chiedere l’aiuto economico dei genitori, in attesa della grande occasione.
Novella Bridget Jones, tra equivoci e disastri, incrocerà l’amicizia, incontrerà il vero amore e diventerà testimonial involontaria di tutti i precari milanesi, il tutto sotto lo sguardo benevolo del patrono locale cui Marta non dimentica di raccomandarsi e di fare le sue rimostranze.

L’autore dà voce ad una protagonista coraggiosa e pasticciona sullo sfondo di una Milano persino più accogliente e dinamica di quanto io non la riconosca. Un omaggio alla città che lo ha accolto sfatando pregiudizi e stereotipi sul grigiore meneghino.
Una scrittura che strizza l’occhio al femminile, assimilabile ad autrici come Kinsella e Bertola, che strappa più di un sorriso e che indulge eccessivamente nel parodistico soprattutto nella seconda parte del racconto quando la protagonista sfiora l’arresto per sequestro di persona a sfondo terroristico. Davvero poco verosimile ma non più di altri paradossali equivoci situazionali tipici di questo genere.

Adatto a passare qualche ora di puro svago -e per 0,99 centesimi non è cosa da sottovalutare- sorridendo in agrodolce di un dramma che tocca ormai ogni famiglia dello stivale italico.

Viv

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