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Paul Gallico, La signora Harris, Frassinelli

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Più che un romanzo una bella favola ambientata tra Londra e Parigi negli anni Cinquanta, quando con 450 sterline si poteva comprare il sogno di un modello esclusivo nella prestigiosa Maison Dior.

La signora Harris è il prototipo della domestica inglese a ore avanti negli anni, dotata di una solida praticità e di uno spirito arguto che le hanno consentito di riorganizzare la sua vita e mantenersi decorosamente dopo la morte del marito.
Scarpe comode e improbabili cappellini, rassetta con autentica passione le case che le sono affidate e trascorre il tempo libero occupandosi dei suoi amati gerani tra una tazza di tè e una lotteria al venerdì, sempre in compagnia della signora Butterfield, amica fidata e collega.
Questo finché, dall’armadio di una delle ricche signore di cui cura l’appartamento, un meraviglioso abito da sera firmato Dior cattura il suo cuore e da quell’istante, quasi si trattasse di un incantesimo, la frugale Mrs Harris perde il sonno avvinta dal desiderio di acquistare un modello del grande stilista.
Possederlo, non indossarlo, perché la signora Harris è una donna senza grilli per la testa e mai neppure si sognerebbe di presentarsi in pubblico con un abito inadatto alla sua posizione sociale.
Se la primissima parte ruota intorno alla difficoltà di mettere insieme una cifra spropositata per una persona dai guadagni modestissimi, la trama prende vita non appena la protagonista giunge nella capitale francese dove, con i suoi modi spicci e il suo candido ottimismo cambierà la vita di tre persone.

Si tratta di un racconto lieve lieve, che mette al centro la mite follia di un desiderio totalmente inopportuno, di un sogno di assoluta futilità che prende il sopravvento sulla saggezza. Eppure non è affatto un inno al consumismo, quanto al piacere di desiderare intensamente qualcosa e di lottare per ottenerlo poiché protagonista del sogno di Ada Harris è la bellezza, la bellezza incarnata nell’impalpabile magnificenza di un abito di alta sartoria.

Nessun oggetto ha più valore di quelli che ammantiamo dell’affetto delle persone a cui siamo legati e alla fine ciò che stringe al cuore la signora Harris è “un tesoro impareggiabile e duraturo, un prezioso ricordo di amicizia, di solidarietà, di calore umano”.

Viv

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