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Brendan O’Carroll, Agnes Browne mamma, Neri pozza
Brendan O’Carroll, I marmocchi di Agnes, Neri Pozza
Brendan O’Carroll, Agnes Browne nonna, Neri Pozza
Brendan O’Carroll, Agnes Browne ragazza, Neri Pozza

AgnesBrowne

Quattro libri -la sequenza è quella riportata nell’elenco- che raccontano in modo ironico e accattivante la vita di Agnes Browne, dublinese, madre di sette figli.
Siamo alla fine degli anni ’60 e la vedovanza coglie la protagonista all’inizio del primo volume.
Comincia così il racconto della vita di Agnes nel quartiere proletario del Jarro, la dura routine alla bancarella di frutta e verdura nel mercato rionale di Moore Street, le chiacchiere con l’amica di sempre Marion. Si affaccia un amore tardivo, le gioie e le sventure si snodano in una serie di aneddoti gustosi in cui impariamo ad apprezzare la verve della protagonista e la sua incredibile pulsione vitale.
Nei romanzi successivi i ragazzi Browne crescono e prendono strade diverse ma il fulcro del racconto resta sempre questa mamma dal carattere volitivo e sfrontato, che affronta la vita con tenacia e tiene strenuamente unita la famiglia a dispetto delle scelte scellerate di alcuni dei suoi figli.
L’ultimo volume, fortemente voluto dall’editore dopo lo straordinario successo dei primi tre, li precede temporalmente e contrariamente a ciò che accade spesso con i prequel è il più intenso ed equilibrato sul piano strettamente letterario. Incentrato sulla storia d’amore dei genitori di Agnes e sulla sua infanzia, torna indietro nel tempo fino agli anni Trenta e ci accompagna fino al giorno del suo matrimonio con “Rosso” Browne, smussando gli angoli di un personaggio schietto e a volte irriverente, rivelandone gli aspetti più fragili degli anni della formazione.

La trama dei quattro romanzi in sè non ha nulla di sorprendente ma il racconto è ricco e ben dosato.
Inizialmente episodico -sembra risentire delle sue origini radiofoniche- prende vita e ci accompagna nelle disavventure di un personaggio estremamente verosimile nel quale trova espressione anche l’elaborazione dei ricordi autobiografici dell’autore, undicesimo figlio di madre vedova. Agnes a detta dell’autore ne rappresenta la madre “come avrebbe dovuto essere”, infatti Maureen O’Carroll era una donna istruita e politicamente impegnata, diversamente da Agnes, popolana verace che si occupa dei suoi figli come una chioccia e li difende come una leonessa.
La povertà, quella, è trasversale, così come gli scorci rumorosi dei quartieri disagiati di Dublino, le lotte sindacali, la piccola delinquenza, le difficoltà quotidiane per sfamare una famiglia numerosa.
I personaggi bucano la pagina bianca, la lettura è scorrevole e si arriva all’ultima riga in un battito di ciglia con l’impressione di aver fatto parte di una famiglia unita ed imperfetta che obbedisce solo ad un principio “Se ti metti contro uno dei figli di Agnes Browne, ti metti contro tutti gli altri, ovunque essi siano”.

Viv

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