Autunno giallo

Wilkie Collins, Senza nome
Edgar Wallace, La contessa di Ascot

Ho dedicato la prima metà dell’autunno ai giallisti inglesi di fine ottocento pertanto, scoperto Wilkie Collins con la lettura de “La donna in bianco”, mi sono letta d’un fiato anche l’ugualmente corposo “Senza nome”, pubblicato a puntate nel 1862 sulla medesima rivista.
Drammone in cinque volumi -di cui il primo scaricabile gratuitamente su Amazon- in cui si intrecciano le vicende di due sorelle che, causa l’illegittimità del matrimonio dei genitori, perdono titolo e patrimonio. La maggiore accetta con mite rassegnazione i rovesci di fortuna, la minore si vota ad una vendetta che la esporrà all’ostracismo della rigida società vittoriana nel tentativo di recuperare ciò che una legge iniqua ha tolto.
Romanzo di denuncia sociale che prende vita dopo un inizio piuttosto lento e si avvicina maggiormente al dramma psicologico che al giallo.
Centrale la lotta tra il bene e il male, incarnata dall’indomita Magdalen, lotta che è soprattutto conflitto interiore poiché non esistono personaggi negativi a tutto tondo ed il lieto fine per coloro che si piegano alle avversità ed imparano a perdonare e a convivere con la sorte avversa si fa strada tra mille sconvolgimenti.
Collins -stavolta nelle più consuete vesti di narratore unico- come sempre dà vita a personaggi pieni di umana vivezza e tesse intrighi che, pur muovendosi sul delicato confine tra verosimile e surreale, catturano il lettore grazie ad una grande abilità di scrittura che nobilita un genere che nasceva come puro intrattenimento popolare.

Da Wilkie Collins e i suoi complicati intrecci, sono passata ad Edgar Wallace -autore di cui non avevo mai letto nulla- e alla sua “Contessa di Ascot”, lettura certamente meno avvincente sulla quale mi sono arenata per più di una settimana.
“La contessa di Ascot” parte da un plot abbastanza esile, vale a dire la discussa situazione patrimoniale di una giovane contessina italiana in età da marito che vive all’ombra di una tutrice misteriosa che, pur essendone semplice governante, sembra godere di maggiori ricchezze che la sua pupilla.
Lo stile di Wallace -che purtroppo non brilla a causa di una pessima traduzione- riecheggia della sua vocazione di sceneggiatore, dando vita a una commedia corale in cui hanno spazio soprattutto i dialoghi. Nessun personaggio svetta sugli altri, nell’insieme la trama è inconsistente e i nodi dell’intreccio si dissolvono lasciando maglie troppo larghe.

Promuovo a pieni voti Wilkie Collins anche se “La dama in bianco”, suo indiscusso capolavoro, è sicuramente superiore a “Senza nome” e rimando a settembre, il prossimo ormai, Wallace di cui forse non ho azzeccato il miglior titolo.

Viv

16 pensieri riguardo “Autunno giallo

  1. Tutto ciò che è british mi affascina, lo sai e quindi anche questi romanzi stuzzicano il mio interesse, soprattutto quello di Wilkie Collins, visto che l’altro pare non averti entusiasmato. E per riprendere un concetto già altre volte espresso, mi pare che la trama sia adatta ad un film, cosa ne dici Viv?
    Un bacione!

    1. Verissimo, spero solo che non ne facciano mai una fiction a puntate stile Elisa di Rivombrosa… Gli inglesi in questo senso producono sceneggiati molto più interessanti tipo Downton Abbey. Un bacione!

  2. Va bene, riconvinta, Collins lo devo leggere. Peccato che le offerte siano solo su Amazon e non sugli altri siti di vendita libri. Cioè non partono dalle case editrici ma dai rivenditori. E questa storia dei formati proprietari è davvero una incredibile rottura di scatole.

      1. Se non volete usarlo solo per leggere l’ipad è un sostitutivo del pc in tutto e per tutto. Posta, social networks e il vantaggio è che sei sempre collegato. Chi lo usa solo come reader so che apprezza molto la maggiore maneggevolezza del kindle.

  3. Che rabbia le traduzioni fatte male! Wow però! Stravy, che due letture! Le storie di eredità, son sempre riuscite ad essere valide protagoniste di parecchi romanzi. Ci hai segnalato due cose non da poco! Pensa che “La contessa di Ascot” l’ho anche letto ma non sarei mai riuscita a fare una recensione bella come la tua anche se, mi par di capire, non ti abbia entusiasmato più di tanto. Brava comunque Stravy, un baciotto.

  4. Non ho letto nessuno dei due e in generale sono molto ignorante in letteratura inglese! Le tue recensioni sono sempre quelle che preferiscono e mi fanno venir voglia di leggere cose nuove! Un abbraccio!

  5. Mi piacciono un sacco le tue recensioni anche se la mia letteratura “DATATA” si limita a Dickens e Charlotte Brontè!
    Un caro abbraccio ,buon inizio settimana 😀
    liù

    1. Anche questi come puoi vedere sono “datati” 😉 e le sorelle Bronte le ho adorate anche io. Sono libri da leggere e rileggere. Di Dickens mi mancano molti romanzi, colmerò le lacune prima o poi… un bacione e grazie 🙂

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