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La campagna provenzale è bella anche senza i campi di lavanda al massimo della loro fioritura.
In alternativa campi di zucche gialle e mature, alberi di ulivo e vigneti a perdita d’occhio carichi di grappoli lucidati dal sole pronti per la vendemmia.
Google maps si è rivelato ancora una volta preziosissimo per girovagare da un paesino all’altro e ritrovare la via di casa, un Bed & Breakfast a gestione familiare con colazioni superbe a base di marmellate e dolci fatti in casa, fichi appena colti dalla pianta e pane fresco.

A distanza di pochi chilometri l’uno dall’altro, decine di village perchés, perfettamente conservati, dalle inconfondibili pietre color miele.

Menerbes, il più vicino al nostro B&B, mensa d’elezione per cenette sotto il pergolato

Cucuron, scenario del film di Ridley Scott “Un’ottima annata” con Russell Crowe.
Facile sentirsi a casa quando ogni sguardo incontra la siesta sorniona di un gatto.

Le rovine dell’oppidum di Oppède le Vieux inquietante scenografia naturale grazie al fascino dei sentieri a gradoni sconnessi immersi nella vegetazione.
Dopo una lunga giornata spesa a visitare paesini più o meno arroccati, l’arrampicata è risultata più faticosa di quanto non sia in realtà ma limitarsi a guardare la chiesa e le rovine dal basso col naso in su sarebbe stato un peccato imperdonabile.

Avignone

Lourmarin

Ad Isle sur la Sorgue, tra ponticelli e mulini ad acqua, ogni domenica allestiscono un mercato, il più grande e maestoso che io abbia mai visto: banchi di gastronomia, formaggi, confetture, miele, lavanda, abbigliamento, borse, accessori, e una sezione dedicata all’antiquariato che -mercato a parte- occupa comunque con i suoi negozi quasi ogni corte del paese sorprendendo con negozi interni immersi in rigogliosi giardini. Il sogno di ogni appassionato di brocantage.
Mancano foto degne di questo nome ma, come ogni donna che si rispetti sa, non è cosa in un mercato affollato. L’attenzione va tutta per conservare intatta la borsa, lasciarsi rapire dalla mercanzia esposta e perché no, concedersi qualche acquisto.
Nel mio caso qualche metro di deliziose stoffe francesi.

E che dire di Roussillon?
Un tripudio di rosso e ocra. Dalla terra battuta, alle rocce, persino case e muretti hanno il medesimo colore ed ovviamente anche i gatti sono rossi.

Una breve tappa all’Abbazia di Senanque, un’oasi di pace e di silenzio in una gola a cui si accede con una stradina tortuosa a senso unico che sconsiglierei a un neo patentato.
Qui sì che ho sentito la mancanza degli sterminati campi di lavanda che in primavera ed estate fanno da cornice all’Abbazia.

A Gordes vedute panoramiche mozzafiato premiano frotte di turisti, americani ed inglesi in primis, che con infradito assolutamente inadatte all’acciottolato d’antan si avventurano per le stradette irte. C’è da chiedersi come ci si possa aggirare per quei viottoli senza l’ausilio di corde e rampini quando soffia il Mistral o la pioggia bagna le pietre levigate e i gradoni ripidissimi.

Solo quattro giorni, centellinati e gustati come l’ottimo vino di Provenza, per ricaricare le pile prima del lungo inverno, seguendo le tracce di Peter Mayle e di Ridley Scott.
Ora non ci resta che riguardare “Una buona annata”, sbirciare -almeno attraverso le immagini del film di Ridley Scott- Chateau la Canorgue dove è sì possibile acquistare del vino eccellente ma le visite sono interdette ai turisti, rivedere insieme a Russell Crowe la grande vasca d’acqua di Cucuron e sorridere pensando che qualche giorno fa ero seduta all’ombra di quegli alberi secolari a condividere il pane coi pesci arancioni della fontana.
E sospirare di nostalgia.

Viv

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