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Continuano, a rilento ma continuano, gli esperimenti di pupazzeria.
Anche se fin da piccoli ci insegnavano che “chi si loda si imbroda” stavolta sono particolarmente soddisfatta del risultato perché dal vivo questo coniglietto è veramente delizioso.
Merito del modello di Tone Finnanger e un pochino anche mio che non ho combinato pasticci e mi sono presa il mio tempo per fare le cose con precisione.

Questo è il mio primo pupazzo con braccia e gambe cucite separatamente e, a costo di far sorridere chi non si diletta con ago e filo, devo dire che c’è qualcosa di magico nel vedere i singoli pezzi che, dal nulla, prendono forma riempiendosi di imbottitura e animandosi man mano che il lavoro procede, fino ai dettagli finali.
Nasce per stare seduto ma con un po’ di pazienza e un appoggio riesce anche a reggersi in piedi.

Dopo un infelice esperimento, ho imparato a prestare grande attenzione agli occhietti, che vanno dipinti per ultimi con tutti i rischi del caso. Si tratta di un semplice puntino ma visto che è l’ultimo dettaglio è sempre opportuno controllare che la pittura non sia troppo liquida e non sbavi, facendo una prova su un piccolo campione della stessa stoffa utilizzata per il corpo del pupazzo.
Il nasino è rifinito a mano mentre per il ricamino dello scamiciato, del pantaloncino e del cappello, devo ringraziare la mia preziosa macchina da cucire.

Viv

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