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Nel post precedente mi ripromettevo di tornare sull’argomento visto che, con una punta -ma solo una punta- di polemica, avevo accostato la trilogia più chiacchierata del momento all’autobiografia di una giovane donna che è stata realmente costretta ad una sottomissione di otto anni da un dominatore tutt’altro che letterario.

Anastasia Steele, ventunenne vergine alla sua prima esperienza amorosa, si innamora perdutamente dell’affascinante e ricchissimo Mr Grey ma deve confrontarsi con la di lui passione per il sesso estremo.
Tra una sessione di bondage, una sculacciata e un viaggio in elicottero Anastasia scopre in Christian un passato oscuro di abbandono, sevizie e relazioni sadomaso.
Riuscirà la nostra eroina, vittima della più trita sindrome della crocerossina, a convertire “Mister cinquanta sfumature” ad una relazione tradizionale di amorosi sensi e “sesso alla vaniglia”?

Il romanzo si caratterizza come un interminabile dialogo tra i due protagonisti che, tra un delirio passionale e l’altro, tra stupefacenti esclamazioni di piacere, reticenze e slanci di sincerità analizzano le possibilità di sviluppo della loro relazione fissando paletti e regole all’interno dei quali inserire le manie sadiche di Mr Grey.
Siamo nel regno letterario di Twilight, come è stato più volte sottolineato, sesso estremo al posto dei vampiri ma la stessa improbabile realtà.

Molte definizioni -mummy porn è quella che mi piace meno- hanno accompagnato questo fenomeno editoriale che sdogana ufficialmente il romanzo erotico per signora, da lettura cui dedicarsi colpevolmente camuffando la copertina del volume a lettura esibita con disinvoltura sulla metropolitana.
In questo, una volta di più, gli ebook readers sono preziosi alleati della privacy anche se a me personalmente non dispiaceva sbirciare il titolo di un libro e fantasticare sul lettore assorto.

La lettura è velocissima, nonostante le settecento pagine di ogni tomo. Topoi cinematografici e descrizioni scolastiche punteggiano una qualità della scrittura a tratti imbarazzante che, con particolare riferimento ai primi capitoli del secondo volume, stupisce per ingenuità adolescenziale.
Per quanto concerne disquisizioni di tipo strutturale e stilistico mi fermerei qui. Per chi volesse attardarsi in una chiosa sagace di dettagli e citazioni, rimando alla divertente e pertinente lettura di questo e questo post.

Ho scritto in molte occasioni che la lettura obbedisce ad un criterio di libertà, lo ribadisco e aggiungo che dopo aver letto i primi due volumi, leggerò con tutta probabilità anche il terzo.
Detto questo, con buona pace del gran numero di estimatrici e di chi ne dirà male senza averne letto neppure una riga, va detto anche che questa saga, oltre ad essere mal scritta, non mantiene nessuna delle promesse del romanzo di genere cui dichiara di appartenere.

Il dato eclatante infatti è proprio l’assenza di erotismo.
Tanto per essere chiari, io non ho nessuna intenzione di fare una crociata pro o contro la trilogia delle cinquanta sfumature ma mi piacerebbe sottolineare timidamente che l’erotismo in letteratura abita altrove.
La sessualità perversa di Grey è, da un lato, persino troppo edulcorata, dall’altro totalmente priva di quella fascinazione e di quel mistero che dovrebbe spezzare il fiato in una sequenza erotica. L’atmosfera è piatta, troppo banalmente descrittiva per risultare coinvolgente ed immaginifica.
Fatto sta che durante la lettura il mio sentimento oscillava tra malinconia ed incredulità.
Non voglio dire che non mi sia anche divertita ma la lettrice che è in me chiosava puntualmente distraendomi dalle vicende.

In definitiva, una lettura da prendere così com’è, ridendoci su, con innocente curiosità, ma dal punto di vista strettamente letterario non posso fare a meno di sgranare gli occhioni “Non vorranno farci intendere che il romanzo erotico sia questo?” Eddai!
Qui, a mio avviso, siamo di fronte ad un’operazione editoriale riuscitissima, in cui un chick lit come tanti si sposa al sesso in dosi non omeopatiche e raggiunge vette di vendite inaspettate.
D’altro canto, dal punto di vista psico-sociologico mi interrogo su quale ingrediente faccia di un romanzo mediocre un caso letterario. Cosa spinga tante signore giovani e meno giovani a farsi trasportare per migliaia di pagine nelle cinquanta sfumature di grigio, di nero e di rosso di Christian Grey.

La mia personalissima conclusione è che la valenza erotica venga esaltata dal rapporto di sottomissione non tanto per la deriva sadomasochistica -che è quasi assente o presente in modo singolarmente blando date le premesse iniziali- quanto ad un livello percepibile dai più, al quale tutti hanno accesso fantasticando e del quale è più facile aver fatto esperienza.
Mi riferisco alla dipendenza psicologica ed emotiva che si viene a creare nei rapporti sbilanciati in cui alla prima esperienza d’amore totalizzante della donna corrisponda un uomo che a vari livelli -anche senza sconfinare in un rapporto patologico- si proponga come colui che plasma, che educa al piacere, una sorta di guru del sesso a cui abbandonarsi con una punta di trasgressione.
In altre parole il fascino della scoperta del nuovo che si piega ad una forma di controllo o di guida esterna e si abbevera alla fonte dell’esperienza per accedere alla piena maturità di intenti e alla consapevolezza di sé.
Se poi questo guru del sesso è sfacciatamente ricco, incommensurabilmente bello e desiderabile, imprenditore di successo e filantropo, suona il piano divinamente, pilota un elicottero e, grazie a un torbido passato, fa leva sugli istinti salvifici femminili chi siamo noi per affermare che non ce ne innamoreremmo perdutamente a nostra volta?
Peccato che Anastasia Steele -che con una caparbietà a dir poco infelice, considerando la materia del contendere, si ostina a farsi chiamare Ana- sia così smaccatamente rimbambita e vittima dei più biechi cliché da risultare fastidiosamente infantile.

Non demonizzerei una trilogia che a suo modo è riuscita a far parlare di sè in tutto il mondo, ma anche il sesso quando è troppo insistito e banalizzato diventa noioso. Chapeau per la furbizia dell’operazione milionaria, credo che in molti si rammarichino di non averci pensato per primi.

Viv

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