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Karen Swan, Un diamante da Tiffany, Newton Compton

Caronte -l’anticiclone, non il traghettatore dantesco- impazza, i rotocalchi non riesco a toccarli nemmeno dal parrucchiere quindi non mi restano che i chick lit. Se per giunta il prezzo d’acquisto non supera i 99 centesimi -potenza dei readers elettronici- non riesco neppure a sentirmi troppo in colpa.

Visto che la stagione balneare si avvicina, se avete nostalgia del rollio del materassino che culla i vostri non-pensieri e cercate nella lettura la stessa sensazione di rassicurante prevedibilità, portatevi in spiaggia il libro di Karen Swan.
I maschietti non si sentano chiamati in causa, per loro esiste l’inossidabile Gazzetta dello Sport: stessa inanità anche se spesso nel merito ho assistito a discussioni accesissime che nulla avevano del tranquillo sciabordio intellettuale di cui sopra.

“Un diamante da Tiffany” a partire dal titolo non finge di essere qualcos’altro.
In alcune recensioni ho letto commenti in cui si facevano pesare le commistioni con altri romanzi di genere ma, siamo seri, quando si apre un chick lit si sa già quali saranno gli ingredienti: cocenti delusioni d’amore, vicende semiserie in cui la protagonista cerca di recuperare l’autostima e di fare ordine nella sua vita, incontri sentimentali propedeutici alla guarigione del cuore spezzato e un lieto fine che fa capolino con insistenza ben prima della metà del romanzo, indicando con un neon ad intermittenza l’identità del principe azzurro designato.
In questo caso, dopo il tradimento iniziale che sconvolge l’apparente perfezione della vita di Cassie, la protagonista, sotto l’ala protettiva delle inossidabili amiche del college si sposta tra New York, Parigi e Londra spaziando dal mondo della moda, a quello dell’alta cucina e del wedding planner alla ricerca di un’identità smarrita in dieci anni di vita coniugale senza slanci.
Gli stereotipi ci sono tutti, inutile discettare dottamente: non è una lettura impegnata e neppure impegnativa.
E, per chiarire, se qualcuno remando accanto al vostro materassino vi guarderà dall’alto in basso state pur certi che non sarò io.

Viv

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