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Agatha Christie, Parker Pyne indaga, Oscar Mondadori

Dodici racconti brevi in cui Parker Pyne, ex impiegato governativo addetto alle statistiche, si incarica tramite la sua agenzia di restituire il sorriso a coloro che rispondono ad un singolare annuncio pubblicato sul giornale:
“Siete felici? In caso contrario, consultare Mister Parker Pyne, 17 Richmond Street”

Nell’ufficio di Parker Pyne approdano, con i loro piccoli drammi domestici, la moglie trascurata, la ricca vedova annoiata dal troppo denaro, il marito succube di una donna capricciosa, il militare in congedo che soffre la noia di una vita priva di emozioni.
A tutti Parker Pyne offre un rimedio. Convinto che i casi di infelicità alla fine ricadano in cinque tipologie fondamentali, fatta la diagnosi, procede a mobilitare i suoi collaboratori e muove opportunamente i fili creando piccole sceneggiature atte a riportare la felicità nella vita dei suoi clienti. Ciascuno trova il suo piccolo riscatto, una nuova opportunità o semplicemente il ricordo di un’emozione da custodire negli anni a venire.

Sto per avventurarmi in uno di quegli amarcord generazionali che accendono la memoria solo in chi anagraficamente appartiene alla stessa fascia d’età ma sono certa che qualcuno ricorda ancora il distinto filantropo di Fantasilandia, quel Mister Roarke -al secolo Ricardo Montalban- che insieme al fedele collaboratore Tatoo si incaricava di regalare ai suoi ospiti una parentesi romantica o un’esperienza avventurosa realizzando i loro desideri in una sorta di sceneggiatura virtuale.
Nella serie televisiva veniva veicolata l’idea moraleggiante che la realtà spesso sia preferibile alla fantasia e che occorra fare attenzione a ciò che si desidera ma in buona sostanza anche Parker Pyne -senza beninteso il grottesco abito bianco e le collane hawaiane- si prodiga, senza fini di lucro, per creare un’alternativa, apre una sliding door e permette ai suoi clienti di tentare di uscire dal quotidiano per aggiustare il tiro sulle loro priorità e sulla loro esistenza.

I primi sei racconti sono ambientati a Londra secondo questo schema, gli ultimi in Medio Oriente e seguono, pur senza raggiungere vette di eccellenza, lo stile investigativo a cui ci hanno abituato l’inossidabile Miss Marple e l’eccentrico Hercule Poirot.

Viv

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