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In uno scritto che ho scelto di non riportare perché, malgrado la situazione, non amo le derive strappalacrime, un autore anonimo prova ad asciugare il pianto di chi ha molto amato un compagno a quattro zampe e ha dovuto dirgli addio, suggerendo la bella immagine di un prato verde e fiorito al di là dell’arcobaleno, dove i gatti e i cani della nostra vita vivono sani e felici in attesa di ricongiungersi con chi ha amato i loro dolci musi, ricambiando il loro fiducioso affetto.

Persino la morte pare più sopportabile se posso sperare che scavalcherò l’arcobaleno con un gatto tra le braccia.

Ho solo una parola sulle labbra ed è “Grazie, grazie perché in te c’è sempre stato spazio solo per l’amore, fino all’ultimo”.

Aspettaci sul ponte dell’arcobaleno, dolce Ciaci.

Viv