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So per esperienza che molte delle mie amiche non si sognerebbero mai di occupare un angolino della valigia con quello che potrebbe sembrare un accessorio inutilmente superfluo.
Complice la genetica e quelle piccole abitudini che si acquisiscono nell’infanzia attraverso l’esempio di mamme e nonne, invece io non dimentico mai di aggiungere il mio kit per il cucito alla lista delle “cose da ricordare”.
Ebbene sì, lo confesso, a meno che non si tratti di un viaggetto lampo, sono una che prepara la lista di quello che finirà in valigia, cosa per altro che mi è stata molto utile quando partivo per le “grandi vacanze” con la famiglia e le figlie piccole. In compenso quando arrivo a destinazione non amo avere programmi troppo vincolanti per non perdermi il piacere dell’inaspettato.

Ecco qui il mio kit di sopravvivenza: una bustina leggermente imbottita, che si ripiega su se stessa e si chiude con un bottone di madreperla a forma di fiore. Lo spazio interno è suddiviso in tre settori: un’aletta per appuntare gli aghi, uno spazio centrale per accogliere qualche matassina di filo, mentre nella taschina col velcro trovano posto le forbicine, un ditale, qualche spilla da balia o un bottone di emergenza.

Viv

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