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L’Atelier di Dimitri non è certo l’unico motivo per suggerire una visita a Eze Village, in Costa Azzurra.
Questo antico borgo, i cui primi insediamenti pare risalgano ai Fenici, conserva intatto il fascino di un villaggio medievale.
Inerpicato a quasi 400 metri sulla roccia a strapiombo sul mare toglie letteralmente il fiato, specie se avrete avuto l’ardire di raggiungere l’ingresso a volta risalendo il “percorso Nietzsche”, che da Eze sur Mer si spinge tortuosamente fino alla sommità ripercorrendo il cammino lungo il quale il filosofo meditò sulla terza parte del suo Zarathustra durante uno dei suoi numerosi soggiorni invernali in Costa Azzurra.
Chi non avesse tempo a sufficienza e gambe ben allenate può comunque raggiungere Eze Village con la strada panoramica che costeggia il mare e che si arresta in un parcheggio ai piedi del borgo. Lungo l’arrampicata finale incontrerete, sulla sinistra, l’elegante negozio di profumi Fragonard e sulla destra la Reception del Chateau Eza, antica residenza del principe Guglielmo di Svezia ed ora raffinatissimo hotel de charme le cui camere si trovano nelle intricate stradine interne.

Qui sotto l’ultimo tratto della salita a gradoni che porta ad Eze e alcuni scorci

L’atmosfera irreale regala suggestioni intense soprattutto se si ha la fortuna di visitarlo in un periodo di bassa affluenza turistica, magari scegliendo le prime ore della mattinata quando botteghe e ristoranti sono parzialmente chiusi. In questo caso il silenzio restituisce ad ogni passo echi di un passato lontanissimo e la sensazione di trovarsi in una dimensione temporale sospesa si fa fortissima.

Questo piccolo borgo medievale mantiene inalterati gli stretti viottoli che un tempo venivano percorsi a dorso di mulo, sui quali si affacciano, perfettamente ristrutturate, le antiche abitazioni con i loro balconcini e le inferriate in ferro battuto, i passaggi a volta e gli scalini in pietra dissestata.

Le indicazioni per raggiungere le camere del Chateau Eza e il suggestivo ingresso della Suite

La Cappella dei Penitenti Bianchi, visibile unicamente attraverso la cancellata in ferro battuto e la Porta dei Mori, il passaggio da cui nell’anno 900 penetrarono i Mori occupando il villaggio per settant’anni.

A ridosso del borgo, affacciato sullo strapiombo, uno splendido Giardino Esotico, creato nel 1449 dall’architetto agronomo Jean Gastaud a cui si deve anche il giardino esotico di Montecarlo.

Alcune vedute panoramiche e -in basso a destra- “Marie”, esile figura con lo sguardo rivolto alle stelle e i piedi saldamente ancorati al suolo che, nelle intenzioni dello scultore Jean Philippe Richard, rappresenta la femminilità, punto di incontro tra il mondo reale e quello simbolico.

La nostra visita è quasi al termine, le stradine del villaggio sono ancora deserte e la vegetazione di agavi, cactus e gelsomini si rincorre negli spazi inondati dal sole e negli angoli in ombra e per ricordarci che, nonostante le apparenze, siamo ancora nel XXI secolo può capitare di trovare nella piazza che ospita l’unica fontanella del borgo, un libro abbandonato su una panchina di pietra, in attesa del prossimo lettore e di nuove destinazioni secondo la romantica teoria del bookcrossing.

Viv

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