Tag

Nella mia casa di bambina la penultima stanza a sinistra, in fondo al corridoio, era la sartoria delle Barbie.
Era il regno della mia nonna materna: una macchina da cucire pesantissima che spariva inghiottita da un mobiletto di legno, l’asse da stiro sempre aperta, un armadio colmo di scatole con passamanerie, scampoli, nastri, bottoni e cerniere.
In realtà le occupazioni della nonna spaziavano dalla maglia al cucito e in generale tutte le riparazioni di casa finivano nel suo cesto dei lavori. Ho passato interi pomeriggi “vendendo” bottoni e ordinando per colore le spolette di filo che conservava in alcune scatole a scomparti.
Ogni nuovo bambolotto poteva contare su un pigiama, un cappottino o anche solo una sciarpina fatta a mano, quando un pelouche aveva bisogno di un intervento chirurgico la nonna prendeva il suo ago ricurvo e ricacciava l’imbottitura all’interno.
Ma il suo fiore all’occhiello erano le miniature e ogni volta che le mie Barbie avevano un appuntamento importante la nonna apriva il suo atelier e da una scatola che teneva lontana dai miei sguardi curiosi estraeva un abito adatto all’occasione.
In attesa della terza generazione questi piccoli capolavori sono custoditi con cura ma oggi Stravagaria ha il piacere di invitarvi ad una sfilata esclusiva.
Le modelle purtroppo non sono originali anni Settanta -ricordate le Barbie Malibu o la versione con il polso snodato che era in grado di aprire e chiudere la mano per tenere la cornetta del telefono?- ma le più giovani riconosceranno le versioni degli anni Novanta.

Mettetevi comodi, la sfilata sta per cominciare.

Prima uscita due abiti da giorno, nostalgicamente vintage: un completo due pezzi con gonnellina a pieghe cucite, leggermente svasata, a cui è abbinata una giacchina con collo in velluto e un abitino intero in tessuto jersey.

Short e canottina in jersey stampato per i pomeriggi in spiaggia ed abitino celeste in stile Happy days per il tempo libero con gli amici.

Un abito da cocktail con ampio mantello in seta stampata a fiori nelle tonalità del grigio e del rosa, direttamente dal set di un film anni Cinquanta…

…e due abitini corti per una serata a teatro o per una cena romantica: pizzo bianco per l’abitino a balze e trasparenze “nude look” per l’abito in pizzo nero e velluto con dettagli rossi.

Due proposte che guardano ai secoli passati perfette per un ballo in maschera.

Lo splendore dell’oro per una serata di gala: tubino con ampio scollo a scialle e sopragonna in tulle nero e abito monomanica che unisce il fascino dell’India all’ampiezza delle gonne delle principesse occidentali.

Abito lungo e ampio con corpino in pizzo bianco e abito a balze con mantellina di velluto nero rigorosamente rossi per festeggiare l’ultimo dell’anno.

Per il ballo delle debuttanti un abito bianco con inserti rossi. E ovviamente non può mancare il classico abito lungo, ampio, rosa e romantico per l’invidia di Cenerentola…

Versione notte, tra vestagliette e baby-doll… la sequenza fotografica rispetta la cronologia di esecuzione e le tendenze della moda attraverso gli anni.

E per il gran finale un abito rubato direttamente al guardaroba di Laura Ingalls e che merita un plauso speciale per la cura dei dettagli: mutandoni col pizzo, mantellina coprispalle e cappellino da legare sotto il collo con un lungo nastro. In origine la mise comprendeva anche una borsettina da polso che purtroppo è andata persa nel passaggio generazionale.

Sento già i vostri applausi…

Viv