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Gianrico Carofiglio, Non esiste saggezza, Rizzoli

Dieci racconti, di una manciata di pagine ciascuno, scritti in epoche successive e riuniti da Rizzoli in un unico volume.
Da leggere in pochi minuti durante un viaggio in metropolitana, in alcuni casi brevissimi -quasi delle istantanee- in cui trame appena accennate restano sospese senza un finale apparente.
Non necessariamente autobiografici, pur con una connotazione più personale rispetto ai romanzi, prendono vita in luoghi di transito (come stazioni ed aeroporti) o sottolineano nella struttura del racconto, in forma di trascrizione di rapporti di polizia o di interviste (come quella surreale a Tex Willer o quella al poliziotto in pensione), la precarietà dell’attimo.
Popolati da figure femminili evanescenti (la donna cieca incontrata in aereo o la dignitosa clochard della stazione Termini), bambine abusate che scompaiono, donne che fanno perdere le proprie tracce tentando di sfuggire ad un destino ostile sulle quali indugia lo sguardo compassionevole dell’autore.

Nella rosa di questi racconti ho preferito gli ultimi che, guarda caso, sono i più articolati. “Il paradosso del poliziotto” in cui un ispettore di polizia in pensione spiega allo scrittore in erba le tecniche di interrogatorio per ottenere una confessione non manipolata (tematica che ritroviamo anche ne ” L’arte del dubbio”, libro nato inizialmente come manuale per gli studenti di giurisprudenza) e l’inedito “Il maestro di bastone” in cui un adolescente spaesato, nell’estate che segna la separazione dei genitori, impara da un vecchio bracciante a difendersi dalle angherie dei coetanei.

Il lettore seriale di Carofiglio faccia attenzione, perché ad esclusione de “Il maestro di bastone” non si tratta di inediti e potrebbe incorrere nella delusione di scoprire di averne già letti la maggior parte.
Per chi non conoscesse questo autore, senza nulla togliere alla delicatezza di questi racconti, mi sento di consigliare la lettura di un Carofiglio in versione integrale, mi si passi l’espressione che non vuole essere dispregiativa, pescando a scelta tra i numerosi romanzi esposti negli scaffali delle librerie, che meglio rendono giustizia alla capacità di scrittura dell’autore, al suo realismo narrativo e alla sua abilità nel creare trame avvincenti e personaggi di grande spessore umano.

Viv

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