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Chi trascorre molto tempo in compagnia dei libri sa che l’ultima pagina non sempre si accompagna alla nostalgia malinconica del distacco. Pochi i libri che lasciano il segno, non parliamo di quelli che ti cambiano la vita.
Tra quelli letti in queste prime settimane di gennaio salvo due graditissimi regali di Natale.

Jonas Jonasson, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, edizioni Bompiani

Il romanzo si snoda su due piani: da un lato il racconto delle vicende recenti a partire dalla fuga dalla casa di riposo nel giorno del suo compleanno centenario, dall’altro la narrazione dell’infanzia e delle rocambolesche avventure che porteranno Allan Karlsson ad incrociare il suo cammino con i massimi vertici politici del XX secolo, sopravvivendo contro ogni logica a situazioni paradossali.
Si potrebbe definire il protagonista una sorta di Forrest Gump della letteratura, che guarda il mondo e i suoi simili con il distacco e il candore del buon senso primordiale.
Romanzo arguto, pervaso da un umorismo quasi casuale, come a voler sottolineare che la vita riesce ad essere grottesca anche senza l’aiuto della letteratura.

Irène Némirovsky, Il signore delle anime, edizioni Adelphi

Pubblicato a puntate all’alba della Seconda Guerra Mondiale è uno spaccato della società francese dell’epoca e della spietata condizione di miseria degli immigrati.
Dario Asfar, medico di origini levantine immigrato a Parigi, per salvare se stesso e la famiglia da un destino che vorrebbe inchiodarlo ad un futuro da reietto, accetta di indossare la maschera ipocrita del “guaritore” per mettersi al servizio dei capricci dei ricchi borghesi e delle loro presunte malattie nervose, diventandone il confessore.
Vittima della sua fame atavica e del suo desiderio di riscatto, perde se stesso perseguendo un’agiatezza e una rispettabilità che gli sarà concessa attraverso il filtro della maldicenza e secondo le mode capricciose di una società ricca e conformista che non smetterà mai di considerarlo un corpo estraneo.
Per gli amanti della Némirovsky la conferma di un talento squisito. Un romanzo in cui protagonista e comprimari sono come sempre accompagnati dallo sguardo ora ironico ora compassionevole dell’autrice, che ne osserva la lotta per la sopravvivenza e la declina in una scrittura ricca di sfumature.

I più attenti -o i più curiosi- si domanderanno quali siano, per contro, i libri di questo inizio d’anno che non hanno meritato di entrare nella lista dei libri da salvare.

Maurizio Costanzo, Preferisco i cani (e un gatto)
Inutile. Banale. Inutilmente banale.

Luciana Littizzetto&Franca Valeri, L’educazione delle fanciulle
Una chiacchierata informale tra due donne intelligenti che non riesce a bucare la superficie.

E dopo essermi fatta qualche nemico auguro a tutti buona lettura!

Viv

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